Al terremoto del 6 maggio 1976 “le popolazioni friulane seppero rispondere con determinazione e grande energia. Viene da pensare che il concetto di resilienza trovi qui la sua radice. Dal modo con il quale i friulani hanno reagito all’‘Orcolat’, che quella sera, e poi di nuovo nel settembre successivo, sembrò schiacciare il futuro. Fu il Friuli a prevalere sulla distruzione con la tenacia con l’impegno. I borghi vennero ricostruiti dove erano e come erano”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Gemona alla cerimonia in occasione del 50° anniversario del terremoto del Friuli.
Il Capo dello Stato ha voluto ricordare come furono “quasi mille le vite improvvisamente falciate. La morte, le grida soffocate, le macerie entrarono nella testa e nel cuore e si conficcarono negli animi”. “Il lutto raggiunse ogni famiglia. Come nella guerra”, ha osservato Mattarella, aggiungendo che “oltre centomila persone rimasero senza un tetto, quella notte”.