Russia: mons. Pezzi, “per fare chiarezza e evitare la diffusione di teorie del complotto e false voci, desidero annunciare le mie dimissioni per motivi di salute”

(Foto arcidiocesi di Mosca)

“Per fare chiarezza e per evitare la diffusione di teorie del complotto e false voci, desidero annunciare le mie dimissioni per motivi di salute, che non mi consentono di governare adeguatamente questa amata e splendida diocesi”. È mons. Paolo Pezzi a spiegare di persona i motivi che lo hanno spinto a rinunciare al governo pastorale dell’arcidiocesi metropolitana della Madre di Dio a Mosca. Lo ha spiegato lui stesso in un discorso, pronunciato all’inizio della messa nella cattedrale di Mosca il 2 maggio scorso, celebrata con una speciale intenzione “di unità e riconciliazione per la Chiesa locale”. Solo oggi però l’arcidiocesi di Mosca ha reso pubblico il testo. Papa Leone XIV ha nominato mons. Nikolai Dubinin, già vescovo ausiliare della Madre di Dio a Mosca dal 2020, come amministratore apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della medesima arcidiocesi.
“Continuerò a vivere con voi a Mosca”, ha annunciato Pezzi, e “a servire in qualsiasi ruolo” il vescovo Dubinin, “ritenga necessario e utile. Desidero ringraziare il Vescovo Nikolai per aver accolto il mio desiderio di rimanere strettamente legato a questa Chiesa e per aver permesso a me e al mio confratello, Padre Giampiero, di vivere nella Curia, al terzo piano, dove un tempo vivevano le suore salesiane. Da oggi in poi, non sarò più menzionato nelle preghiere eucaristiche. Questo non significa però che non possiate più pregare per me. Al contrario, vi chiedo di continuare a pregare per me, come avete fatto con tanta commozione e bellezza durante questi quasi 19 anni del mio ministero”, ha aggiunto mons. Pezzi.
Ricordando poi che la Santa Messa era celebrata per “pregare per l’unità e la riconciliazione della nostra Chiesa”, mons. Pezzi ha aggiunto: “Siamo chiamati, come dice l’apostolo Paolo, ad avere un’anima sola, cioè a preservare la nostra intera identità pur essendo su un’unica barca, che è questa splendida diocesi. Per navigare insieme nella stessa direzione, non basta che il capo, il vescovo, timoni in una certa direzione sotto l’ispirazione dello Spirito Santo. È essenziale che tutti i marinai, anche quelli che occupano le posizioni più umili su questa nave, pensino insieme. Naturalmente, è possibile e persino auspicabile avere opinioni diverse, discuterne, anche dissentire dalla decisione del vescovo. Per questo stiamo diffondendo la metodologia sinodale. Perché ci aiuta a raggiungere una decisione comune”.
Prima di congedarsi, mons. Pezzi ha detto: “Oggi desidero chiedere perdono a tutti voi per quegli errori, quei peccati, quelle decisioni sbagliate, ma anche per quelle possibili offese – sebbene io non ricordi di aver mai offeso nessuno, ciò non significa che non possano essere accadute – vi chiedo sinceramente perdono per questo”.

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