Maternità: Inverno (Save the Children), “in Italia è ancora uno dei principali fattori di disuguaglianza”. D’Errico, “servono politiche strutturali”

“Tra le madri 25-54enni con almeno un figlio minore il tasso di occupazione si attesta al 73,1% al Nord e 71% al Centro, mentre nel Sud e isole scende al 45,7%”. Un fattore di protezione risulta essere il titolo di studio: “Tra le madri con figli minori il tasso di occupazione cresce in modo netto per le più istruite, dal 37,7% tra le donne con al massimo la licenza media, al 62,8% tra le diplomate, fino all’85,4% tra le laureate”. Ad evidenziare quanto siano marcate le differenze territoriali rispetto al mercato del lavoro delle donne è l’XI edizione del rapporto “Le Equilibriste, la maternità in Italia” diffuso oggi a pochi giorni dalla Festa della Mamma ed elaborato dal Polo Ricerche di Save the Children.
Il pianeta maternità “è caratterizzato anche dal part-time: ne fanno ricorso il 32,6% delle donne 25-54enni con almeno un figlio minore (di cui l’11,7% è part-time involontario), contro il 3,5% dei padri nella stessa condizione. In aumento la quota di donne occupate con contratti a termine da almeno 5 anni (da 17,4% a 19,1%)”.
“La lettura dei dati ci restituisce la fotografia di un Paese in cui la maternità resta ancora uno dei principali fattori di disuguaglianza. Viviamo in un sistema che continua a scaricare i costi della genitorialità in modo sproporzionato sulle donne, come il rapporto Le Equilibriste denuncia da undici anni. Nel 2026 dobbiamo ancora rimarcare come la situazione delle madri in Italia sia addirittura peggiorata rispetto agli scorsi anni. Nonostante gli impegni annunciati, aumentano le dimissioni delle neomamme e, tra le madri più giovani, la maggior parte non studia, non lavora e non è inserita in percorsi di formazione”, ha dichiarato Antonella Inverno, responsabile Ricerca e analisi dati di Save the Children Italia.
“Per sostenere davvero la genitorialità è fondamentale adottare politiche strutturali, fondate su interventi integrati: occupazione stabile, servizi per l’infanzia accessibili e di qualità, adeguati strumenti di sostegno economico e percorsi di autonomia abitativa per le giovani generazioni. Serve rafforzare un welfare coerente e coordinato lungo tutto l’arco della vita, insieme a un’organizzazione del lavoro compatibile con le responsabilità familiari”, afferma Giorgia D’Errico, direttrice Affari pubblici e Relazioni istituzionali di Save the Children.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa