Terremoto Friuli 1976: mons. Pellegrini (Concordia-Pordenone), “fede, accoglienza e solidarietà sono stati i pilastri di ieri e lo devono essere anche per il tempo di oggi”

“C’è un altro aspetto importante che ha caratterizzato il tempo del dopo terremoto: la solidarietà nata dall’emergenza, sia nei primi giorni dopo il disastro che negli anni successivi della ricostruzione, avvenuta in tempo relativamente rapidi e diventata modello esemplare per affrontare simili catastrofi”. Lo ha ricordato, stasera, il vescovo di Concordia-Pordenone, mons. Giuseppe Pellegrini, nella messa celebrata a Pinzano per ricordare il 50° anniversario del terremoto, l’Orcolat, che la sera del giovedì 6 maggio 1976, alle 21, ha distrutto buona parte del territorio friulano. “Qualcuno ha parlato, a ragione, di un’ondata di solidarietà che ha invaso le nostre terre formata da numerosi volontari, uomini, donne, anziani e giovani: gli Alpini per primi, l’Esercito, la Croce Rossa, ma anche tanti altri volontari di gruppi e Associazioni, singolarmente o in gruppo, dal nostro territorio, dalle regioni vicine, dall’Italia e dal mondo intero. Si può affermare senza ombra di dubbio che la forza, il desiderio e la volontà del popolo friulano, insieme al volontariato, hanno contribuito a delineare quello che è stato il motore del ‘modello Friuli’ che ha portato celermente, con l’aiuto dello Stato e delle autorità locali, a formare quell’intreccio tra varie realtà, che hanno contribuito alla veloce ricostruzione, gestendo in loco e senza sprechi di nessun genere, le attività e le numerose offerte che sono state raccolte e che sono arrivate per riedificare il territorio”, ha osservato il presule, evidenziando che “il Friuli ha offerto a tutto il Paese un esempio straordinario di coesione delle differenti forze sociali e politiche. Questa esperienza di solidarietà e di stretta collaborazione tra le varie istituzioni ha portato alla nascita della Protezione civile a livello nazionale e al consolidamento dei gemellaggi tra parrocchie e diocesi che la Caritas nazionale, avviata da qualche anno, ha messo in atto nel terremoto del Friuli. Esperienza che la Caritas continua ancora fino ai nostri giorni nelle varie urgenze che si verificano in Italia e nel mondo”. Mons. Pellegrini ha offerto anche un ricordo personale: “Sono anch’io legato direttamente al terremoto perché, quattro giorni dopo la prima scossa, da seminarista di terza teologia, con tre altri miei compagni di scuola, ci siamo recati nella frazione di Chialminis a Udine, per aiutare le persone del luogo, prevalentemente anziane e per condividere con loro storie vita, di lavoro e di preghiera, insieme ad altri volontari e a giovani militari”.
Il vescovo ha concluso: “I tempi sono cambiati e anche noi siamo cambiati. Ma il passato, lieto e triste che sia, se ascoltato e accolto con serietà, è utile e necessario per non perdere i grandi valori della nostra gente e delle nostre terre: fede, accoglienza e solidarietà. Sono stati i pilastri di ieri e lo devono essere anche per il tempo di oggi”.

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