“Da laico, potevo vivere pienamente lo spirito di Don Bosco”. Lo afferma Antonio Boccia, coordinatore mondiale dell’Associazione dei Salesiani cooperatori, in un’intervista al Bollettino Salesiano, in occasione del VI congresso mondiale dell’Associazione che si tiene a Roma dal 7 al 10 maggio. Il congresso coincide con il 150° anniversario della fondazione dell’Associazione, avvenuta il 9 maggio 1876 per volontà di Don Bosco, che volle dare forma associativa al numeroso gruppo di laici e chierici impegnati accanto ai salesiani nell’educazione dei giovani. Oggi i Salesiani cooperatori sono circa 30mila in 102 nazioni, organizzati in 11 regioni geografiche. Boccia, 64 anni, di Torre Annunziata, è coordinatore mondiale dal 2018 dopo oltre 40 anni di impegno nell’Associazione a livello locale, provinciale e regionale. Nell’intervista ricorda come la sua vocazione sia nata all’oratorio salesiano della sua città e racconta come il carisma di Don Bosco si incarni nella vita quotidiana: “La gentilezza, l’ascolto e quella pazienza educativa che ho respirato in famiglia e all’oratorio li porto con me ogni giorno al lavoro. Per me il lavoro non è separato dalla vocazione: è uno dei luoghi privilegiati in cui la testimonianza laicale prende corpo”. Il congresso, sul tema “Essere fermento per essere fecondi”, si concluderà con la presentazione del nuovo coordinatore mondiale e le linee programmatiche 2026-2032.