Diocesi: mons. Soricelli (Amalfi-Cava de’ Tirreni), “le mamme sono sorgenti di vita e custodi di amore”

Non “un augurio di circostanza”, ma “un atto di stima profonda: siete voi il riflesso più limpido della promessa che Gesù fa nel Vangelo di questa domenica: ‘Non vi lascerò orfani’ (Gv14,18)”. Lo scrive l’arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni, mons. Orazio Soricelli, in una lettera alle mamme della diocesi, in occasione della Festa della mamma che ricorre domenica 10 maggio.
“Vediamo in ciascuna un frammento di Vangelo nella storia; c’è una santità feriale nel vostro muovervi nella vita di ogni giorno, siete la liturgia del quotidiano, quella trama di gesti semplici, e a volte invisibili, dove Dio si nasconde per amare”, osserva il presule, che aggiunge: “In questo tempo inquieto, ferito da fragori di guerre, segnato da pesanti incertezze e smarrito dietro la luce gelida degli schermi, voi restate l’unico sguardo che riporta alla realtà. Siete la voce che chiama per nome, la mano che tiene insieme i fili di famiglie stanche, il cuore che continua ad infondere fiducia e speranza custodendo la fede come una piccola fiammella che i venti del tempo presente non riescono a spegnere”.
Cristo “ci ha promesso il Consolatore, il Suo Spirito. E voi, mamme, ne siete la carezza visibile perché riuscite a far sentire ai vostri figli che, qualunque cosa accada, c’è un luogo dove sono attesi e amati”.
Un pensiero particolare a chi porta il peso della prova: “A voi, che accudite la fragilità, che trasformate la paura in preghiera e la stanchezza in unguento: siete forza silenziosa che Dio osserva con commozione. A voi, che guardate al Cielo e portate nel cuore un figlio che vive già nell’Eterno: il vostro amore non è interrotto, è diventato luce che vi precede e silenzio abitato da Dio. Le vostre lacrime sono perle raccolte nelle Sue mani. A voi, che abitate l’attesa tra sogno e timore: il vostro desiderio è già culla, e Dio conosce il nome della vostra speranza prima ancora che sia pronunciato da voi”.
Mons. Soricelli ricorda che “nulla sfugge allo sguardo del Padre: non la stanchezza celata dietro un sorriso, non la solitudine che vi sfiora quando la casa è piena di rumori ma povera di ascolto, né la paura che vi attraversa quando il mondo sembra troppo grande per i vostri figli”.
In questo cammino, sottolinea il presule, “non siete sole. Accanto a voi cammina Maria, mamma che conosce la gioia e la spada, il dubbio e la fedeltà. Lei, che ha custodito tutto nel silenzio del suo cuore, vi accompagna con passo discreto, entra nelle vostre case, siede accanto alle vostre fatiche e vi prende per mano, insegnandovi l’arte di affidarvi e di credere che ogni vostro ‘sì’ è un atto d’amore che salva il mondo”.
Le mamme sono “albe che tornano anche quando la notte sembra infinita”, “argilla che Dio modella per farne consolazione”, “poesia fatta di mani che accarezzano, di occhi che comprendono, di cuori che perdonano”. L’arcivescovo conclude: “Finché ci sarà una mamma che ama e prega, il mondo continuerà a sperare. Buona festa a voi, sorgenti di vita e custodi di amore!”.

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