Sinodo: card. Zuppi, “grande occasione di rinnovamento e di affratellamento”

Sinodalità “vuol dire rimettere in discussione le arroccate solitudini ecclesiali nell’incontro, nella comunione, nell’ascolto, nell’impegno missionario enorme che ci attende confrontandoci con la folla e le sue sofferenze. In fondo è la malattia della società che prende la Chiesa e isola gli uni dagli altri, magari nella contrapposizione. Invece mai senza l’altro!”. Non è mancato, nell’introduzione del card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, al Consiglio permanente dei vescovi italiani il riferimento al Sinodo ormai imminente. “Non possiamo comprendere chi siamo senza lo sguardo e la risposta dell’altro”, la citazione di Umberto Eco. Per il presidente della Cei, “il processo sinodale è una grande occasione di rinnovamento e affratellamento. Ci misuriamo con la realtà in cui siamo, la città, il territorio, il quartiere. Questa realtà è il centro della nostra cura e del nostro impegno. Sinodalmente: anche se viviamo in prospettive diverse, abbiamo attitudini, responsabilità e storie differenti. Niente e nessuno sono il centro. Nemmeno la parrocchia. Il centro è Gesù e il prossimo che ci affida: sono gli altri con cui vivere, cui comunicare il Vangelo.Cambia la geografia della Chiesa. Tanti sono i suoi volti su un territorio: la parrocchia, i movimenti, i religiosi e le religiose, gli stessi santuari e quanto lo Spirito ci dona. Tutte risorse per una stessa missione”.

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