Austria: i vescovi rinnovano il sostegno alla obbligatorietà vaccinale in vigore da febbraio

I vescovi austriaci sostengono la vaccinazione contro il Covid-19 e non si oppongono alla vaccinazione obbligatoria che entrerà in vigore a febbraio. Salute e libertà vanno tutelate in egual misura, secondo una nota in materia pubblicata a dicembre e rilanciata ancora oggi sulle pagine dei media cattolici austriaci. L’obbligo di vaccinare è una “grave violazione” dell’integrità fisica e della libertà e può quindi essere consentito solo come “ultima risorsa” dopo che tutte le altre opzioni sono state esaurite e per un periodo di tempo limitato. Appelli e campagne di vaccinazione nell’area ecclesiale illustrano questa posizione – così come il fatto che gli stessi vescovi sono vaccinati contro il Covid-19. Nella loro dichiarazione “Proteggi. Guarisci, riconcilia”, i vescovi giustificano la loro posizione con un “ampio consenso scientifico” sulla protezione della vaccinazione contro una malattia grave e pericolosa per la vita e anche contro il sovraccarico dei sistemi sanitari. La “riconciliazione” si riferisce alla resistenza, talvolta amara, alle misure annunciate. Nel merito delle vaccinazioni, finora sono state somministrate 37.000 dosi nell’hub della cattedrale di Santo Stefano a Vienna. Lo ha annunciato a Kathpress il responsabile della stazione di vaccinazione nella cappella Barbara, Clara Mensdorff. Tra le 300 e le 500 persone vengono ancora vaccinate ogni giorno.

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