Libano: Acs, oltre 60 progetti a sostegno della popolazione. Monteduro, “raddoppiare gli sforzi e gli aiuti”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Prosegue senza sosta l’impegno della Fondazione “Aiuto alla Chiesa che soffre” per il Libano, sempre più provato da una gravissima crisi economica e finanziaria i cui effetti si fanno sentire su tutta la popolazione, sui rifugiati siriani e non, che nel Paese dei Cedri hanno trovato rifugio. Scorrendo l’elenco dei progetti, fornito da Acs al Sir, l’aiuto fornito va dalla ristrutturazione di chiese e abitazioni distrutte dall’esplosione nel porto di Beirut del 4 agosto 2020 alla fornitura di voucher per le famiglie rimaste coinvolte, dall’acquisto di apparecchiature mediche per cliniche e laboratori gestiti dalla Chiesa all’assistenza medica per Covid-19 rivolta a rifugiati e persone vulnerabili, passando per corsi di formazione e di avviamento al lavoro per i giovani, per il restauro di scuole e per il riconoscimento di borse di studio. Nell’elenco figurano anche donazioni, attraverso la richiesta di messe, a sacerdoti, religiosi, e sostegno materiale a giovani seminaristi. Secondo dati delle Nazioni Unite, ripresi da Acs, “il 55% della popolazione è povera e la percentuale è raddoppiata in un solo anno, negli ospedali mancano apparecchiature e medicine, tanto che molte strutture sono attive soltanto per le emergenze. La campagna vaccinale per frenare la pandemia da coronavirus sta procedendo a rilento e tra le tensioni poiché le dosi disponibili sono spesso gestite dai gruppi politici”. Da Acs ricordano che dall’agosto 2020 il Libano è senza governo, impossibile da formare a causa dei veti incrociati tra i partiti e i diversi leader. Nelle ultime settimane l’inflazione ha raggiunto picchi vertiginosi, il carburante e l’elettricità sono sempre meno, segno evidente di un Paese vicino al collasso. La situazione è aggravata dalla presenza dei rifugiati siriani che sono circa 1,2 milioni, un numero che di fatto contribuisce a destabilizzare i delicati equilibri del Libano e che mette a rischio la convivenza pacifica tra le diverse comunità religiose. “La comunità dei benefattori di Acs – dichiara al Sir il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro -, con una straordinaria vicinanza nella carità, ha dimostrato di comprendere appieno la gravità della crisi in Libano. Ora che l’attenzione mediatica è concentrata esclusivamente sull’Afghanistan dobbiamo raddoppiare gli sforzi e gli aiuti consapevoli che le comunità cristiane in tutto il Medio Oriente sono essenziali per pacificare il più possibile la Regione”.

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