Germania: Caritas tedesca chiede al Governo federale di sospendere le espulsioni verso l’Afghanistan

Alla luce dell’aggravarsi della situazione in Afghanistan, con l’escalation militare ad opera dei talebani, la Caritas tedesca, insieme con altre 26 organizzazioni caritatevoli e umanitarie, chiede al Governo federale tedesco di fermare tutte le espulsioni di richiedenti asilo verso il Paese centro-asiatico. Nella richiesta-appello la Caritas sottolinea che “lo Stato di diritto significa che i principi fondamentali dei diritti umani siano osservati. Ciò include il requisito di non respingimento previsto dal diritto internazionale, che vieta le espulsioni se si prevedono le più gravi violazioni dei diritti umani. Questo divieto di espulsione si applica a tutte le persone, indipendentemente dal loro comportamento individuale”. Nell’odierno comunicato stampa, la Caritas sottolinea che “i talebani avanzano senza sosta in Afghanistan e non passa giorno che non compiano attacchi nel Paese. Nel fine settimana, i talebani hanno preso la capitale provinciale Kunduz. Dal ritiro delle truppe della Nato, più della metà dei distretti dell’Afghanistan è passato sotto il loro controllo. Molte persone sono in fuga”. Con la ripresa del conflitto afghano si è aggravata la situazione umanitaria, già tesa da tempo a causa dei problemi alimentari e della pandemia da Covid-19 che vede in atto una terza ondata perniciosa: la situazione è particolarmente grave nella regione dell’Hindu Kush.
Per questo, ribadisce la Caritas, “in tale contesto, è urgentemente necessario fermare tutte le deportazioni in Afghanistan”. Già a luglio il governo afghano costituzionalmente eletto ha chiesto agli Stati europei di non effettuare più rimpatri per il momento. Norvegia, Finlandia e Svezia hanno accettato la richiesta e anche l’agenzia per la protezione delle frontiere Frontex.

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