Afghanistan: Unicef, “escalation di violenza” negli ultimi giorni con “27 bambini uccisi e 136 feriti”

“L’Unicef è scioccato dalla rapida escalation di gravi violazioni contro i bambini in Afghanistan”. Infatti, negli ultimi giorni, “20 bambini sono stati uccisi e 130 sono stati feriti nella provincia di Kandahar; 2 bambini sono stati uccisi e 3 sono stati feriti nella provincia di Khost; e nella provincia di Paktia, 5 bambini sono stati uccisi e 3 sono stati feriti. Le atrocità aumentano di giorno in giorno”. A denunciarlo è stato, ieri, il rappresentante dell’Unicef in Afghanistan, Hervé Ludovic De Lys.
“Questi – evidenzia – non sono numeri. Ognuna di queste morti e ogni caso di sofferenza fisica è una tragedia personale. Questi bambini sono figlie e figli molto amati e desiderati, fratelli e sorelle, cugini e amici. Tutti loro sono bambini il cui diritto alla protezione, secondo il diritto umanitario internazionale, è stato ignorato dalle parti in guerra”. Inoltre, “queste atrocità sono anche la prova della natura brutale e della portata della violenza in Afghanistan che colpisce i bambini già vulnerabili”.
Oltre a questa “spaventosa situazione”, l’Unicef è anche “profondamente preoccupato per le notizie secondo cui i bambini vengono sempre più spesso reclutati nel conflitto dai gruppi armati. Molti altri bambini e bambine sono profondamente traumatizzati perché sono testimoni di atrocità commesse contro le loro famiglie e altri nelle loro comunità”.
“I bambini non dovrebbero pagare con la loro infanzia il peggioramento del conflitto. Solo una completa fine delle ostilità può proteggere i bambini dell’Afghanistan. Finché il conflitto infuria, il diritto dei bambini a crescere bene è compromesso; il loro futuro è messo in pericolo e il loro contributo alle prospettive della loro nazione diminuisce”, ha osservato il rappresentante dell’Unicef in Afghanistan.
“Tutti i bambini, compresi i bambini con disabilità, hanno bisogno di protezione e pace ora. L’Unicef chiede a tutti coloro che sono impegnati negli sforzi di mediazione di far rispettare alle parti in guerra i loro obblighi internazionali nei confronti dei bambini”, ha concluso.

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