Diocesi: Grosseto, il card. Lojudice ha presieduto il pontificale per la festa di San Lorenzo. “Ce la facciamo a mostrare il vero volto di Gesù?”

La messa solenne in cattedrale, nella festa di san Lorenzo, patrono della città e diocesi di Grosseto, è stata presieduta, stamattina, dall’arcivescovo metropolita di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, il card. Augusto Paolo Lojudice. Concelebranti principali il nuovo vescovo, mons. Giovanni Roncari, e il vescovo emerito, mons. Rodolfo Cetoloni. Il card. Lojudice è stato accolto sul sagrato della cattedrale dai due presuli e dai canonici. Poi processionalmente si è recato verso l’altare del crocifisso per un tempo di preghiera silenziosa dinanzi al Santissimo Sacramento.
Nel salutare i vescovi Roncari e Cetoloni, il card. Lojudice li ha definiti “padri della Chiesa” e “due francescani autentici”, poi li ha ringraziati per il loro servizio, ma soprattutto “per l’amicizia che traspare tra voi”. Ha richiamato il prossimo Sinodo della Chiesa italiana, rispetto al quale “non possiamo non interrogarci e metterci in discussione anche sulle nostre modalità di incontro e di dialogo e si è poi soffermato sul passo del Vangelo in cui alcuni greci chiedono a Filippo: ‘Vogliamo vedere il Signore’”. “Sì – ha commentato il porporato –, lo vogliamo conoscere sempre meglio, nella sua vera identità, perché non si finisce mai di conoscere Gesù. È un desiderio che, anche in maniera implicita e indiretta, tanti, apparentemente lontani dalla Chiesa, rivolgono oggi a noi cristiani. C’è da chiedersi: e noi? Di fronte a una società che diventa sempre più indifferente, ce la facciamo a mostrare il vero volto di Gesù?”.
Un interrogativo a cui si è riagganciato anche mons. Roncari, nel ringraziare il card. Lojudice poco prima della benedizione papale: “Le parole che ci hai rivolto le sento rivolte a me, ai preti, ai diaconi. Che noi sappiamo intercettare davvero quella domanda: vogliamo vedere Gesù! Non possiamo dire: ripassa domani… ma saper cogliere l’occasione che passa”.
Il cardinale ha rivolto anche parole cariche di affetto e stima verso i due vescovi.
“Caro Rodolfo – ha detto rivolgendosi a mons. Cetoloni –, sei andato in pensione, ma certamente questa non è una fase conclusiva o di chiusura. È un nuovo inizio! Una fase in cui la tua affabilità, la saggezza, la tua conoscenza della Terra di Gesù, dove tutto è cominciato, possano continuare ad essere occasioni segno di una paternità diversa, ma ugualmente viva e appassionata. Si può andare in pensione, ma la paternità non va in pensione!”.
E a mons. Roncari che inizia questa nuovo percorso, il cardinale ha detto: “Non ci sono tradizioni da difendere tra i credenti; c’è invece una novità da scoprire continuamente. Ieri hai iniziato da Roselle, poi sei passato tra i malati e tra i carcerati: continua anche tu, caro Giovanni, ad aiutare i tuoi figli – sacerdoti e laici – a vedere Gesù!”.
Nel corso della celebrazione è stato ricordato mons. Paolo Galeazzi, che ha guidato la diocesi per 38 anni (1933-1971), nel 50° della sua morte, avvenuta il giorno di san Lorenzo del 1971.

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