Diocesi: card. Bassetti (Perugia), la nostra città “torni ad essere una comunità aperta, accogliente, familiare, piena di amicizia”

Diventate servi fedeli. È l’invito rivolto, stamattina, dal cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti agli ordinandi diaconi permanenti, durante la celebrazione nella solennità di san Lorenzo, diacono e martire, titolare della cattedrale di Perugia. Li ha, quindi, esortati a guardare Cristo come lo guardava san Lorenzo, “per essere anche voi – ha commentato – servi fedeli della sua parola: proclamatela ai poveri, essi attendano da voi l’annuncio del Vangelo! I piccoli, i poveri, i sofferenti, le persone dimenticate da tutti, che raramente nella loro vita hanno sperimentato un gesto di amore, attendono che qualcuno porti a loro la buona novella, come gli assetati bramano l’acqua. Diventate servi della Parola, incatenando al Vangelo la vostra vita, diventate servi del corpo di Cristo. Gesù mette nelle vostre mani il suo corpo e il suo sangue, perché lo doniate ai fratelli”.
Avviandosi alla conclusione il card. Bassetti, parafrasando Papa Francesco, ha augurato agli ordinandi diaconi ad avere “coraggio” nell’essere “i diaconi delle periferie, della missione, custodi del servizio e dispensatori di carità”.
Al termine della celebrazione eucaristica, il porporato ha salutato e augurato una buona solennità di san Lorenzo a tutti i presenti, in particolare ai tre neo ordinati che vanno ad aggiungersi la numerosa famiglia diocesana dei diaconi permanenti (sono oltre 40), evidenziando che “in questo periodo ancora abbastanza faticoso per i motivi che sappiamo, voi siate gli uomini della gioia, perché annunciano il Vangelo”. E, nel rivolgere un augurio particolare al sindaco Romizi e a tutta la città, il card. Bassetti ha detto: “Io ho pregato perché Perugia torni ad essere una comunità aperta, accogliente, familiare, piena di amicizia come lo è stata nel passato quando accoglieva tanti giovani, anche stranieri, nelle sue due Università. Perugia ha questa vocazione che non può dimenticare nel contesto di tutta l’Italia”.

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