Tratta: Hart (Oim), “lo sfruttamento dei migranti è fenomeno inaccettabile”

“Lo sfruttamento dei migranti è fenomeno inaccettabile e non dobbiamo permettere che sia un tema che possa essere in qualche modo ‘normalizzato’ nell’ambito del dibattito pubblico”. A sostenerlo è Laurence Hart, direttore dell’Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di persone. “Per combatterlo bisogna indignarsi, non mollare mai la presa, impegnarsi a fondo: come Organizzazione cerchiamo di dare il nostro contributo a questo sforzo e collaboriamo con moltissimi attori, fra cui l’Ispettorato nazionale del lavoro, le Forze dell’ordine e le realtà della società civile per cercare di identificare e proteggere le vittime e per promuovere l’attenzione sul fenomeno”, chiarisce Hart.
A livello mondiale, secondo i dati riportati dal Global Report on Trafficking in Persons 2020 dell’Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime), per quanto riguarda le donne lo sfruttamento è soprattutto sessuale (nel 77% dei casi) e lavorativo (nel 14% dei casi) mentre quando le vittime sono uomini lo sfruttamento è soprattutto lavorativo (nel 67 % dei casi) e sessuale (nel 17% dei casi).
“La stesura del nuovo Piano nazionale anti-tratta attualmente in corso ad opera del Dipartimento per le Pari Opportunità in collaborazione con tutti gli attori che si occupano del contrasto alla tratta rappresenta una preziosa occasione per cercare di rispondere in modo ancora più incisivo ai bisogni delle vittime e alle forme di reclutamento e sfruttamento adottate dai trafficanti, anche alla luce della pandemia di Covid-19 e delle sue conseguenze anche su questo fenomeno criminoso”.

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