Myanmar: Save the Children, a sei mesi dal colpo di Stato i bambini non hanno accesso a cure sanitarie e istruzione

(Foto: ANSA/SIR)

In Myanmar, a sei mesi dall’inizio del golpe militare, la situazione delle famiglie sta peggiorando a causa di un’ondata di Covid-19 diffusa in tutto il Paese che impedisce ai bambini di accedere a cure mediche e istruzione. A denunciarlo è Save the Children, rendendo noto che in Myanmar il sistema sanitario è al collasso e nel Paese già devastato da malattie, povertà e violenze, le vaccinazioni rimangono in gran parte non disponibili. Intere famiglie si stanno ammalando di Covid-19 e lottano disperatamente per accedere a cure, medicine, ossigeno di emergenza e altre forniture mediche che scarseggiano mentre i prezzi sono saliti alle stelle. Le donne incinte, in assenza di assistenza sanitaria e minacciate dalle violenze, sono costrette a partorire in circostanze spaventose. Secondo l’Onu dall’inizio del colpo di stato sono stati uccisi 75 minori, anche se si pensa che il numero effettivo di vittime sia molto più alto. Più di un terzo delle vittime aveva meno di 16 anni e la più piccola è una bambina di 18 mesi, uccisa da un veicolo militare che ha travolto la moto del padre che si era rifiutato di fermarsi mentre la portava in ospedale. Almeno 104 bambini, tra cui alcuni di appena 7 anni, sono detenuti e molti di loro si trovano nella nota prigione di Insein a Yangon, dove è stata registrata una grave epidemia di Covid-19. Inoltre, nel Paese le regolari campagne di vaccinazione per i bambini sono ferme e quasi 1 milione di bambini non ha ricevuto le vaccinazioni essenziali dal colpo di Stato.

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