Libano: un anno da esplosione a Beirut. Mahfouz (Caritas Libano), “la ricchezza di 1200 giovani volontari”

Sono almeno 1200 i giovani volontari di Caritas Libano e il loro intervento durante l’esplosione al porto di Beirut il 4 agosto 2020 ha fatto la differenza. E ancora oggi sono il fiore all’occhiello dell’organizzazione. Lo ha raccontato Peter Mahfouz, leader della gioventù di Caritas Libano e membro del Consiglio di rappresentanza di Caritas internationalis, parlando oggi al webinar organizzato da Caritas internationalis dell’entusiasmo e della resilienza dei giovani, presenti in 29 gruppi in tutto il Libano. Nel 2015 Caritas Libano aveva creato una “Emergency response unit”, attrezzata per intervenire nelle emergenze, che è stata utilissima un anno fa, durante l’esplosione al porto di Beirut. “Nonostante i rischi del Covid siamo intervenuti per settimane – racconta Mahfouz -. Non potrò mai dimenticare le 72 ore di lavoro ininterrotto dei giovani, senza mai dormire, stanchissimi ma in prima linea. Ancora oggi molti lavorano nella ricostruzione delle case. Non aspettiamo il governo, facciamo da soli. Ma sentiamo la mancanza di supporto, anche perché la crisi economica peggiora, c’è tanta disoccupazione, non c’è cibo né elettricità. Però coinvolgiamo i giovani in progetti agricoli e cerchiamo di trovare soluzioni”.

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