Mozambico: don Romano (Com. Sant’Egidio), “minaccia jihadismo rischia di estendersi a tutta la regione”

“Il Mozambico è assente dal dibattito politico italiano nonostante sia in atto una crisi drammatica a Cabo Delgado, una guerriglia islamista iniziata nel nord che vuole conquistare tutto il Paese e il cui obiettivo è distruggere il tessuto sociale esistente e creare uno Stato islamico”. Lo ha detto oggi a Roma don Angelo Romano, della Comunità di Sant’Egidio, che in Mozambico è attiva da anni con il programma Dream per la cura dell’Aids e altre iniziative per la diagnostica anti-Covid. Oggi hanno lanciato un appello al mondo politico e all’opinione pubblica a “non abbandonare la popolazione del Mozambico”, dando il via anche ad una raccolta fondi. Secondo don Romano, che cita le analisi e posizioni dei Paesi dell’Africa australe, “la minaccia jihadista non riguarda solo Cabo Delgado ma tutto il Mozambico e potrebbe estendersi anche a livello regionale, come avvenuto nel Sahel. È evidente il legame con il jihadismo internazionale, con l’obiettivo di creare uno Stato islamico. Si rischia un nuovo focolaio jihadista nell’Africa australe, e sta già avvenendo in numerosi Paesi, tra cui Sudafrica, Malawi e Zimbabwe”. Certo, ammette, “le motivazioni alla base dell’inizio della rivolta a Cabo Delgado sono sia la creazione di uno Stato islamico, sia il controllo delle risorse. Sicuramente ha giocato a favore del jihadismo la netta percezione della popolazione di non poter beneficiare delle risorse. C’è un malcontento diffuso tra i giovani per l’ingiustizia e lo sfruttamento, e il jihadismo ha saputo usarlo”.

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