Diocesi: Caritas Carpi, “dopo il lockdown cresciute fortemente le richieste di aiuto”

“Nel periodo del lockdown, la maggior parte dei centri di ascolto ha continuato la propria attività di ascolto e di distribuzione dei beni di prima necessità, organizzandosi per raggiungere le famiglie nelle loro case e preoccupandosi che avessero tutto il necessario. Ma è stato soprattutto il periodo successivo quello che ci ha impegnati maggiormente nel raccogliere i bisogni e nel cercare risposte”. Lo riferisce la Caritas di Carpi nel rapporto su progetti e attività relativi al 2020, che è stato presentato ieri sera, in diretta streaming su diocesicarpi.it, con gli interventi del vescovo di Carpi, mons. Erio Castellucci, del sociologo Giovanni Carrosio dell’Università di Trieste e del segretario Cisl Emilia Centrale, Andrea Sirianni. “I contributi messi a disposizione quest’anno a sostegno delle famiglie in difficoltà per rispondere alle necessità primarie, in particolare per il sostegno alimentare, il pagamento delle utenze e delle rate di affitto sono notevolmente aumentati in confronto con l’anno precedente”, continua la Caritas.
Due, in particolare, i progetti realizzati per far fonte all’emergenza: “Alleati per la cura” e “Dona calore”. “È la testimonianza reale della grande solidarietà che anima la Chiesa – scrive la direttrice della Caritas diocesana, suor Maria Bottura -. Ciò che è successo in questo periodo ci ha permesso di vedere con chiarezza come i bisogni di chi è in difficoltà non si possano ridurre al sostengo alimentare o al pagamento di qualche utenza: chi parte da una posizione svantaggiata, si trova spesso in difficoltà su molti aspetti”. Il riferimento è ai bambini delle famiglie accompagnate, che “si sono trovati in difficoltà nel seguire la didattica a distanza per mancanza di mezzi adeguati, o di competenze per utilizzarli”, ma anche alle domande per i contributi che “utilizzano sempre più i canali informativi e molte delle famiglie che conosciamo non sono in grado di presentarle autonomamente”. “Tutto questo ci sollecita a lavorare in modo ‘intelligente’ e capace di considerare sempre più le persone nella loro totalità e dignità, e non solo nelle loro difficoltà”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori