Cure palliative: Sicp e Ficp, “troppa disparità fra Regioni. Promuovere reti locali per adulti e bambini su tutto il territorio nazionale”

L’undicesimo anniversario dell’approvazione della Legge 38/2010 su cure palliative e terapia del dolore (15 marzo 2010) è “l’occasione preziosa per riflettere su quanto è successo negli 11 anni di vita della legge e su quanto è avvenuto nell’ultimo anno”. Lo scrivono in una nota congiunta Gino Gobber e Stefania Bastianello, presidenti, rispettivamente, di Società italiana di cure palliative (Sicp) e Federazione cure palliative (Fcp).
“La presenza di una normativa forte e coerente – osservano i due presidenti – ha consentito un indubbio e confortante progresso nella costruzione delle reti di cure palliative, ma non ha ancora determinato i risultati sperati, tanto per le reti dell’adulto che per quelle pediatriche”; sebbene l’accesso alle cure palliative “sia un livello essenziale di assistenza, la presa in carico nelle reti locali non è garantita uniformemente soprattutto per le persone con malattie non oncologiche ed ai minori”. Inoltre il Covid-19 ha reso evidenti “nuovi bisogni di cure palliative per le persone ricoverate negli ospedali che non sono eleggibili al trattamento intensivo; per questo l’offerta di cure palliative va garantita in tutti i nodi della rete, anche negli gli ospedali e nelle strutture residenziali che hanno diritto e necessità di essere presidiati con continuità”.
Di qui la prosecuzione dell’impegno in sinergia di Sicp e Ficp “per attuare percorsi formativi per il personale sanitario e il volontariato e per la costituzione delle reti regionali e locali di cure palliative, così come previsto dalla Legge 38/2010, su tutto il territorio nazionale” per dare risposte concrete a tutte le persone affette da malattie cronico-degenerative in fase avanzata ma anche ai 35mila bambini in Italia che ne hanno bisogno.

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