Coronavirus Covid-19: Brasile, chiude ai fedeli il santuario di Aparecida, tornano le messe in presenza a Manaus. Allarme del “Patto per la vita”, “il negazionismo uccide”

Il Brasile, nel pieno della seconda ondata che investe ora soprattutto le grandi metropoli del Sudest e gli Stati del Sud, ha vissuto ieri un giallo sulle dimissioni del ministro della Sanità (il terzo nell’ultimo anno), il generale Eduardo Pazuello. Dimissioni prima annunciate, per problemi di salute, e poi rientrate. Uno dei segni emblematici di questa nuova allarmante fase è la chiusura delle celebrazioni con presenza di fedeli nel santuario nazionale di Aparecida (San Paolo), dove ci si appresta, così, a vivere la seconda Pasqua a porte chiuse. In controtendenza Manaus, la prima città a subire, a fine gennaio, gli effetti della seconda ondata. In seguito all’attenuarsi dei casi, ieri sono tornate le celebrazioni in presenza di fedeli.
Nel frattempo, oggi, i sei organismi che lo scorso anno hanno dato vita al Patto per la vita e per il Brasile – Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), Ordine brasiliano degli avvocati, Commissione Arns, Accademia brasiliana delle scienze, Associazione stampa brasiliana e Società brasiliana per il progresso della scienza – consegneranno al Forum nazionale dei governatori il documento intitolato “Il popolo non può pagare con la propria vita”, diffuso giovedì scorso.
Il documento, su cui ha posto la sua firma anche il presidente della Cnbb, dom Walmor Oliveira de Azevedo, lancia un urgente allarme sull’aggravamento della pandemia. “Non c’è tempo da perdere, il negazionismo uccide. Il virus circola da nord a sud del Brasile, dando vita a nuove varianti, colpendo diverse fasce d’età, colpendo i più vulnerabili. I pazienti muoiono agonizzanti a causa della mancanza di risorse ospedaliere”, è il grido d’allarme. “L’inefficienza del Governo federale, primo responsabile della tragedia che viviamo, è ben nota”, scrivono le sei organizzazioni.
Prosegue l’appello: “È ora di fermare l’escalation della morte! La popolazione brasiliana ha bisogno di un vaccino ora. Il virus non sarà sconfitto con l’oscurantismo, con discorsi rancorosi o frasi offensive. Basta follia e irresponsabilità”. Oltre a reclamare la vaccinazione “ora e per tutti”, il ministero della Salute viene invitato a garantire “un rapido accesso a farmaci e test convalidati dalla scienza, la tracciabilità permanente del virus e un minimo di serenità per le persone”.

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