Shoah: Gaeta, gli studenti delle superiori incontrano Sami Modiano. “Sono tornato ad Auschwitz per dare testimonianza ai giovani”

“Quando si esce da un campo di sterminio non si è più una persona normale. Ci sono cose che non si cancellano”: così Sami Modiano, uno degli ultimi testimoni italiani della Shoah ancora in vita, che ieri ha incontrato gli studenti del Sud Pontino in un dialogo online promosso dalla parrocchia di Santo Stefano, a Gaeta (Lt). L’iniziativa, maturata nell’ambito del gruppo culturale parrocchiale “Incontriamoci”, ha voluto “offrire una lezione di storia con un maestro d’eccezione – ha spiegato il parroco di Santo Stefano, don Stefano Castaldi –. La memoria non cambia le atrocità del passato, ma pone le basi per un presente di speranza e rispetto”. A introdurre la testimonianza dell’ex deportato è stato Walter Veltroni, autore del libro “Tana libera tutti”, che racconta ai più giovani l’esperienza tragica di Modiano e ha invitato gli studenti a “coltivare amore e rispetto per ogni diversità”. “Tornare ad Auschwitz non è stato semplice – ha affermato Modiano rispondendo alle domande degli studenti –. Non ero preparato, serviva una forza sovrumana.”. Modiano è tornato a Birkenau, dove ha perso il padre e la sorella, la prima volta nel 2005 con un gruppo di studenti romani. “Il dolore passato è ricomparso. Quando però mi giravo e vedevo le lacrime dei ragazzi che viaggiavano con me, ho capito di essere chiamato a raccontare loro quanto successo. Perciò, in quel grande cimitero che è Birkenau, ho giurato di tornare finché Dio mi darà la forza di farlo. Mi sento un missionario, perché voi giovani non dovete vedere ciò che hanno visto i miei occhi”, conclude.

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