Nagorno-Karabakh: domani a Mosca incontro trilaterale leader religiosi di Armenia, Russia e musulmani su “missione di pace” in Caucaso meridionale

Le vie della pace passano anche attraverso il ruolo di mediazione dei leader religiosi. In questo spirito, domani 13 ottobre, si terrà un incontro trilaterale di Sua Santità il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, il patriarca supremo e Catholicos di tutti gli Armeni Karekin II e il presidente dei Musulmani del Caucaso sheikh-ul-Islam Allahshukur Pasha-zadeh, “dedicato alla missione di pace dei leader religiosi nel Caucaso meridionale”. A darne la notizia sono sia il Patriarcato di Mosca sia la Chiesa apostolica armena. Da Echmiadzin, dove ha sede la Chiesa armena, si fa sapere che Sua Santità Karekin II è partito ieri per una visita di due giorni a Mosca dove incontrerà Sua Santità Kirill I, patriarca di Mosca e di tutte le Russie; parteciperà all’incontro trilaterale dei leader spirituali della regione. Nella delegazione che accompagna il Catholicos degli armeni ci sono anche mons. Nathan Hovhannisyan, direttore del Dipartimento relazioni esterne, e il vescovo Vertanes Abrahamyan, primate della diocesi di Artsakh. Ieri Karekin II è stato accolto all’aeroporto dal presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, il metropolita Hilarion di Volokolamsk, ed oggi incontrerà il patriarca Kirill. Sempre ieri, è arrivato a Mosca il capo dei musulmani del Caucaso e all’aeroporto di Vnukovo è stato accolto dal vicepresidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, l’archimandrita Filaret (Bulekov), nonché dall’ambasciatore dell’Azerbaigian in Russia Polad Bulbul-oglu. Nei giorni scorsi a Roma, il Catholicos Karekin II ha incontrato Papa Francesco e durante la conversazione – si legge in un comunicato diffuso da Echmiadzin – Sua Santità ha toccato le conseguenze catastrofiche della guerra scoppiata un anno fa e durata 44 giorni che ha causato migliaia di morti, feriti e sfollati. Intervenendo poi all’Incontro internazionale per la pace della Comunità di Sant’Egidio, il Catholicos aveva lanciato un appello per la liberazione di tutti i prigionieri di guerra. “Vogliamo ricordare che la guerra ha portato una tragedia non solo per il nostro popolo ma anche per l’Azerbaigian dove sono state registrate molte vittime. Questa guerra sanguinosa – aveva detto Karekin – è stata fermata grazie allo sforzo compiuto dal presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Crediamo che attraverso la missione della mediazione del gruppo di Minsk dell’Osce sia possibile trovare una soluzione”.

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