Diocesi: Grosseto, un Anno dedicato al venerabile padre Giovanni Nicolucci a quattro secoli dalla morte. Mons. Cetoloni, “un uomo di fede da riscoprire”

In occasione dei 400 anni dalla morte di padre Giovanni Nicolucci, conosciuto come Giovanni da San Guglielmo (o “da Batignano”), la diocesi di Grosseto promuove un Anno per rimettere al centro della riflessione comunitaria la figura di uomo di preghiera, apostolo della Maremma, dichiarato dalla Chiesa venerabile.
Dopo aver vissuto in eremitaggio in quella che una volta era la grandiosa Abbazia di Malavalle, distante cinque chilometri da Castiglione della Pescaia, padre Nicolucci morì il 14 agosto del 1621. Come ricorda p. Gabriele Ferlisi, ex generale degli Agostiniani scalzi, che molto ha studiato la figura del venerabile, Nicolucci concepì “l’ideale eremitico non come disimpegno dalle responsabilità e fuga nell’ozio, ma come condizione più idonea ad esprimere il meglio della contemplazione e dell’azione pastorale. Per questo – si legge in una nota della diocesi – non si sottrae agli impegni della predicazione e percorre a piedi i sentieri della Maremma per andare lì dove è richiesto il suo servizio pastorale”.
Al fine di progettare e coordinare le iniziative di carattere spirituale e culturale in questo anno, il vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni, ha nominato un comitato, chiamando a presiederlo don Pier Mosetti, parroco di Roselle. Al vicario generale don Paolo Gentili il vescovo ha affidato il compito di tenere i rapporti tra diocesi e comitato.
“L’idea di fondo – spiega don Mosetti – è quella di avvicinare il venerabile all’uomo contemporaneo, per farlo conoscere anche al di fuori delle mura delle nostre parrocchie”. Tra le idee sui si sta lavorando ci sono anche la pubblicazione di un commento allo scritto “15 gradi dell’umiltà” e un cammino-pellegrinaggio nei luoghi toccati dalla missione del venerabile.
“Fin da adesso – l’appello di mons. Cetoloni – invito tutte le comunità parrocchiali, nei limiti delle condizioni date, di fare spazio anche a questo anniversario e alla figura del venerabile Giovanni, un uomo di fede che dobbiamo riscoprire, per rimettere al centro, proprio in questo tempo difficile, il nostro personale rapporto con Dio, senza il quale difficilmente troviamo strade nuove da percorrere”.

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