Colombia: iniziata la sessione del Ttp su “genocidio difensori diritti umani” per “dare voce e visibilità ai popoli”

“Dopo il processo di pace, la Colombia sparisce dallo scenario mondiale. La sfida di questo Tribunale è dare voce e visibilità ai popoli”. Così si è espresso ieri Gianni Tognoni, segretario generale del Tribunale permanente dei popoli (Tpp), aprendo la quarantottesima sessione dedicata al “genocidio politico in Colombia 2021”. Il Tpp torna a occuparsi del Paese sudamericano per la terza volta, dopo il 1991 e il 2008, e lo ha fatto su richiesta di 400 organizzazioni sociali, di fronte all’uccisione di 1.140 leader dopo la firma dell’accordo di pace con le Farc, nel 2016. Al lancio della sessione, avvenuta in modo virtuale (i lavori riprenderanno a fine marzo e la sentenza è prevista in aprile), hanno partecipato numerosi giuristi di fama internazionale, tra cui alcuni italiani.
L’attuale e crescente massacro di leader sociali e campesinos, difensori di diritti umani ed ex guerriglieri, ha spiegato il gesuita Javier Giraldo, assume i caratteri di “un assassinio sistematico, permanente e senza prospettiva” e affonda le sue radici in una lunga “tradizione”: “C’è uno spartito che si ripete sempre nella persecuzione delle organizzazioni di base nella storia della Colombia”, fin dal 1962, che “prende corpo in pratiche di sterminio fisico di etnie, movimenti sociali e leader di base”. Il giurista italiano Luigi Ferrajoli ha parlato di “criminalità sistematica, strutturata; in Colombia ci troviamo di fronte a un’autentica forma di criminalità istituzionalizzata”.
Tra gli intervenuti anche Michel Forst, già direttore esecutivo di Amnesty International e relatore speciale dell’Onu in Colombia, che non è più stato fatto rientrare nel Paese dall’attuale Governo dopo il suo ultimo rapporto; in un’intervista a “la Semana”, ha dichiarato: “Volevano cancellare completamente il mio rapporto”.
Commenta da Bogotá Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani e partecipante alla sessione: “Ricordo due anni fa Michel Forst, allora relatore Onu per la protezione dei difensori dei diritti umani, quando aveva messo gli stivali per accompagnare nelle isolate campagne di San José de Apartado il gesuita Javier Giraldo, assieme alle volontarie italiane della Comunità Papa Giovanni XXIII. Il Governo rifiutò le sue conclusioni, ora Forst, grazie al Ttp, denuncia la ‘persecuzione politica dei difensori della vita’. Credo sia la sintesi di questo avvio di sessione, iniziata in spirito di dialogo e in una prospettiva che mi pare affine a quella delineata dal Papa in Fratelli tutti”.

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