Colombia: appelli dei vescovi di Guapi e Pasto per fermare omicidi e stupri di minori e donne

Assume connotati sempre più drammatici in Colombia, soprattutto nei dipartimenti meridionali, la violenza generalizzata, che colpisce sempre più spesso donne e minori.
Ha suscitato forte impressione a Guapi (Cauca) l’omicidio dell’undicenne Mayra Alejandra Orobio Solís, che prima di essere uccisa è stata torturata e stuprata. A tale sentimento dà voce, in una nota, il vicario apostolico di Guapi, mons. Carlos Alberto Correa Martínez: “Condanniamo con veemenza la tortura, lo stupro e il successivo assassinio della minorenne Mayra, trovata questa mattina su un terreno di proprietà del vicariato vicino a Hogar Mónica, un centro di rifugio e protezione per i minori vulnerabili”, scrive il vescovo.
“Ogni vita è un dono, perché qualcuno ce l’ha donata – Dio per noi credenti – quindi nessuno ha il diritto di distruggere alcuna vita”, ricorda mons. Correa, facendo riferimento ai numerosi casi di violenza omicida sul territorio del vicariato apostolico. Qualsiasi atto violento può portare a più violenza, odio o morte, motivo per cui ha esortato la comunità a “spezzare quella catena che viene presentata come inevitabile”. Il vescovo ha anche invitato le autorità competenti ad accelerare le indagini su questo omicidio: “C’è una certa sistematicità nella persistenza degli stupri di ragazze e giovani donne nel nostro comune, ma intimidazioni e paura mantengono la nostra società nel silenzio, con una punta di complicità”, ha sottolineato mons. Correa.
Analoga indignazione viene espressa dal vescovo di Pasto (Nariño), mons. Juan Carlos Cárdenas Toro, che in una nota parla di un’altra pandemia, la “violenza irrazionale”.
Il vescovo fa riferimento all’episodio più recente, l’omicidio di una ragazza, Marbel Rosero, a Las Mesas, nel comune di El Tablon de Gómez. “Questo e altri omicidi non ci possono lasciare indifferenti”, scrive, esprimendo nel contempo vicinanza anche alle famiglie delle altre quattro donne uccise nella prima settimana dell’anno.
Mons. Cárdenas ha chiesto alle autorità competenti di garantire la tutela della vita di ogni persona, soprattutto delle violate e vulnerabili: “La gente si aspetta da voi giustizia, verità e azioni di protezione efficaci”. Il vescovo, infine, esorta sacerdoti, religiosi e religiose a tenere giornate di preghiera, attraverso i social network e senza creare assembramenti, implorando pace e riconciliazione e la cessazione di ogni tipo di violenza.

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