Ue: plenaria Comitato economico e sociale. Jahier a fine mandato. Priorità: “sviluppo sostenibile, pace e cultura”

Luca Jahier (foto SIR/Cese)

Ultima giornata di lavori per la plenaria del Comitato economico e sociale europeo (Cese) oggi, con all’ordine del giorno la “cerimonia di fine mandato e saluto ai membri uscenti”, il presidente Luca Jahier e le due vicepresidenti Isabel Caño Aguilar e Milena Angelova. “Due anni e mezzo di presidenza sono pochi, in particolare in quest’epoca di rapide trasformazioni in cui siamo stati testimoni di quanto possano essere fragili le nostre democrazie, le nostre società e il nostro pianeta, e di come i cambiamenti possano divenire la nostra realtà quotidiana”. Lo scrive Jahier in un libretto che racconta quanto da lui realizzato nel tempo della sua presidenza. “Orgoglioso” dell’incarico che ha svolto, Jahier ripercorre questo tempo segnato da storici crocevia: le elezioni europee del 2019, da cui “nazionalisti ed euroscettici sono usciti sconfitti”, il Brexit e il Covid. Lo sforzo della presidenza Jahier è stato di promuovere “una società civile dinamica e attiva che chiede di essere adeguatamente coinvolta, al di là del mandato stabilito dal trattato”. In prospettiva, la Conferenza sul futuro dell’Europa costituirà “un’opportunità per portarci, tutti insieme, verso una nuova Europa”, verso quel “rinascimento”, motto della presidenza Jahier, che ha avuto come priorità “sviluppo sostenibile, pace e cultura”.
Sostenibilità, perché se non ci sarà Europa sostenibile, “l’Europa non esisterà affatto”; pace all’interno dell’Europa, oltre le “barriere territoriali e mentali” che ancora segnano le memorie collettive nel continente, oltre i nazionalismi e le distanze est-ovest, mantenendo lo sguardo rivolto al di là delle frontiere Ue, verso i Balcani, il Mediterraneo e più in là, all’Africa, per creare “un partenariato rinnovato per un progresso sostenibile e congiunto”; cultura, perché, spiega Jahier, “è un potente catalizzatore per un cambiamento di paradigma oltremodo necessario, che ci permetta di pensare al di là della crescita economica per costruire un futuro equo, inclusivo, pacifico e sostenibile dal punto di vista ambientale”. Questo ha significato, per Luca Jahier partecipare a 89 eventi sullo sviluppo sostenibile, 43 eventi sulla cultura, 15 eventi e 4 missioni di pace, oltre 40 riunioni con i deputati del Parlamento Ue, più di 30 incontri con i rappresentanti delle amministrazioni locali e nazionali e quasi altrettante con rappresentanti di ong e organizzazioni europee; intensa è stata l’attività anche nell’ambito della comunicazione, con briefing, interventi, articoli, presenza sui social. Il tutto affiancato da un gabinetto costituito in maggioranza di donne perché “è arrivato il momento di rompere il ‘tetto di cristallo’. Molti ne parlano. Io ho deciso di farlo”.

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