Francia: ripresa culti religiosi. Mons. de Moulins-Beaufort (presidente vescovi), “Chiesa non pretende di sfuggire alle leggi dello Stato né rivendica privilegi”

“La libertà della Chiesa può essere sentita come la rivendicazione di un’arrogante autonomia”. In realtà “si basa sull’intima libertà di ogni essere umano e sulla sua vocazione a svolgere un ruolo nella storia umana”. È dedicata in gran parte alla questione della “laicità” dello Stato e alla libertà religiosa il discorso pronunciato ieri pomeriggio dal presidente dei vescovi francesi e arcivescovo di Reims, mons. Éric de Moulins-Beaufort, a conclusione dell’assemblea plenaria che a causa del Coronavirus si è svolta eccezionalmente in video-conferenza. L’arcivescovo di Reims ha voluto chiarire la posizione della Chiesa in merito alle polemiche nate sulla difficoltà che i culti religiosi in Francia hanno avuto con il governo per la ripresa delle celebrazioni pubbliche. Questione che è stata poi risolta con un intervento del Consiglio di Stato. “La Chiesa – ha detto mons. de Moulins-Beaufort – non pretende di sfuggire alle leggi dello Stato e non rivendica privilegi. È la richiesta della libertà di vivere l’amore di Dio e l’amore del prossimo, di servire tutti gli esseri umani, qualunque sia la loro condizione sociale, di scegliere la castità o la fedeltà coniugale, di preferire la povertà alla ricchezza, di sforzarsi di trasformare l’esercizio dell’autorità in servizio agli altri”. “La Chiesa cattolica, rivendicando questa libertà, non rivendicava un privilegio ma il rispetto per la dignità di ogni cittadino, persona libera, chiamato ad esserlo pienamente conducendo la propria vita in modo da portare luce e pace attorno a lui”.

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