Coronavirus Covid-19: Gaeta, Caritas chiede ai sindaci di farsi carico della fornitura idrica per famiglie povere e limitare la riapertura del gioco d’azzardo

Una lettera ai sindaci dei 17 Comuni delle province di Latina e Frosinone su cui insiste il territorio dell’arcidiocesi di Gaeta è stata inviata dalla Caritas diocesana, a firma del direttore don Alfredo Micalusi. Il testo contiene un appello alle amministrazioni per intervenire a sostegno delle famiglie in maggiore difficoltà economica nel periodo della pandemia. In particolare, si chiede ai Comuni di farsi carico del servizio idrico per i più poveri. “La Caritas, che pure si è coinvolta in situazioni di grave urgenza per il pagamento di utenze di famiglie nel bisogno, non riesce a far fronte alle molte richieste”, viene spiegato, aggiungendo che il pagamento per le utenze idriche resta fuori dal Fondo straordinario Cei 8xmille. Se “l’acqua non può essere oggetto di profitto poiché deve essere considerata un bene inalienabile alla portata di tutti”, l’appello ai Comuni è di farsi portavoce di una richiesta di “annullamento del pagamento delle bollette per tutto il periodo di crisi sociale” presso i CdA delle società che gestiscono il servizio. La seconda istanza riguarda il contrasto al gioco d’azzardo, su cui la Caritas di Gaeta è impegnata da anni, per “l’emanazione di norme aventi lo scopo di mantenere ulteriormente bloccato il cosiddetto ‘gioco’ d’azzardo in tutte le sue forme”. Se durante il lockdown, molti ludopatici hanno sperimentato la remissione del sintomo “riaprire adesso significherebbe condannare queste persone e i loro familiari a ulteriori sofferenze” e “aggravare la già precaria situazione economica del territorio a beneficio di pochi parassiti incuranti della vita degli altri”.

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