Coronavirus Covid-19: le maschere dei palombari della Marina militare all’ospedale Sant’Andrea di La Spezia

(foto Marina Militare)

La Marina militare impegnata nella lotta all’epidemia di coronavirus Covid-19 non solo con mezzi e risorse umane ma anche con le idee, come quella maturata dal Gos, Gruppo operativo subacquei, che ha suggerito di utilizzare le maschere oronasali, impiegate negli impianti iperbarici, nell’ambito delle attività di rianimazione condotte negli ospedali. Gli operatori dell’Ufficio tecnico subacqueo del Gos, hanno riscontrato le analogie d’impiego di questi sistemi con quelli del personale sanitario in servizio nei reparti di rianimazione. Queste maschere sono state realizzate per essere impiegate in ambienti iperossigenati, sono già dotate di valvole di non ritorno, per il gas in ingresso e per quello in uscita, e possono essere collegate semplicemente ai filtri antivirali già in uso negli ospedali. Il primo aprile, coordinati dall’assessore alla Sanità di La Spezia Gianmarco Medusei, sono state consegnate 15 maschere oronasali alla Dott.ssa Cinzia Sani, direttore del reparto Rianimazione dell’ospedale S. Andrea di La Spezia. Dalla Marina militare fanno sapere che le prime impressioni nelle prove d’uso sono positive, dato che le maschere sono confortevoli, con un alto potere filtrante e riutilizzabili infinitamente, in quanto lavabili e sterilizzabili. Un’intuizione, quella dei palombari del G.O.S., che testimonia la vicinanza della Marina verso la difficile e straordinaria opera di medici e infermieri che, dalla prima linea, combattono ogni giorno contro il virus.

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