Coronavirus Covid-19: detenuti di Roma e Viterbo a Radio Vaticana, “siamo preoccupati ma vogliamo collaborare”

“Il nostro primo pensiero va a chi sta fuori e alle sofferenze che stanno patendo i nostri familiari nel combattere un nemico invisibile. L’Amministrazione penitenziaria ha compreso questo nostro ulteriore disagio e ci ha offerto la possibilità di comunicare più frequentemente con i cari”. Così i detenuti della Casa di reclusione di Rebibbia e quelli di Viterbo (Mammagialla) a “I Cellanti”, il programma settimanale di Vaticannews-Radio Vaticana interamente dedicato al carcere che nella puntata di domani (in onda alle 16.30) ospiterà le loro voci. Racconteranno le loro esperienze di solidarietà, le loro paure e le difficoltà nel rispettare le nuove regole per evitare il contagio. “I protagonisti del nostro spazio hanno voluto mettersi a nudo nelle loro fragilità e debolezze in un contesto segnato dalla paura del virus – spiega il conduttore, Davide Dionisi -. Ma la drammaticità del momento ha fatto scoprire loro la voglia di sentirsi utili, li ha motivati a cambiare atteggiamento, li ha stimolati in maniera più incisiva a scegliere di vivere ispirandosi a principi positivi”. Quella che prevale è la preoccupazione dei detenuti per quanto sta accadendo fuori e per gli scenari futuri che il dopo Coronavirus potrà disegnare. Emerge, inoltre, una ferma volontà di “collaborare” e di “rendersi utili attraverso iniziative di solidarietà e progetti di lavoro mirati (realizzazione di mascherine su tutti)”. C’è infine chi, tra le dodici voci che spiegheranno il loro carcere al tempo della pandemia, racconta la sua emozione in modo diverso: “Dopo anni di reclusione, grazie alle videochiamate, ho rivisto casa mia, le pareti delle mie stanze e, soprattutto, i volti dei cari che non ho più incrociato. È stata per me una immensa gioia, indescrivibile. La stessa gioia hanno provato anche i miei compagni nel rivisitare i luoghi dove sono cresciuti e hanno vissuto, anche se da remoto. Me ne sono accorto fin da subito perché i loro occhi sono cambiati”.

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