Coronavirus Covid-19: mons. Busca (Mantova), “corre veloce, soluzioni ritardano”. “Prossimità” come “efficace antidoto a solitudini”

“Il virus corre veloce e semina vittime in tutto il mondo. Le soluzioni, invece, ritardano: il vaccino, le terapie, le garanzie di ristori economici per le imprese, l’accompagnamento scolastico dei nostri ragazzi. La fatica delle restrizioni e i ritardi nelle soluzioni incidono sull’umore sociale: paura e sconforto si mescolano a rabbia e proteste. Come tutte le prove anche questa passerà, ma il tempo dell’attesa si prolunga e questo rende la prova più dura da accettare e sopportare”. Lo ha scritto il vescovo di Mantova, mons. Marco Busca, nel messaggio “Piccoli vasi di speranza” inviato alla diocesi. “In questo momento di prova”, il presule individua due rischi. “Il primo – spiega – è la divisione sociale in gruppi contrapposti: Stato contro Regioni, Comuni contro Regioni, economia contro salute… Resta valido il principio che ‘uniti ce la faremo’”. “Il secondo rischio – prosegue il vescovo – è quello di esaurire le ‘scorte’ dell’olio del buon senso, del coraggio, dell’attesa, della pazienza, dell’inventiva”. “Come cristiani contribuiamo a non lasciare a secco le comunità dei ‘piccoli vasi’ di cui ci sentiamo portatori”, sottolinea mons. Busca facendo riferimento all’“olio della intercessione per chi soffre, nel corpo e nell’anima, e per chi si prende cura” e a quello “della compassione che protegge i più deboli non solo dal contagio ma anche dall’isolamento: si muore per il virus, ma anche perché ci si lascia andare, specie gli anziani soli”. Da qui una proposta: “Se ciascuno accogliesse un ‘ministero di prossimità’, scegliendo tre persone di cui prendersi cura nelle prossime settimane con telefonate o altri mezzi possibili, insieme potremmo rappresentare un efficace antidoto contro le solitudini”. Infine, “genitori, insegnanti ed educatori non lasceranno mancare l’olio della robustezza ai più giovani che vanno sostenuti nello sforzo di interpretare e affrontare una circostanza che sottrae loro legami e opportunità formative”. “Siamo gli alleati della speranza di chi è a corto di speranza”, conclude mons. Busca: “È il senso del nostro esserci come cristiani in questa storia pesante della pandemia da cui ci auguriamo di uscire tutti più saggi nella primavera di un mondo rifiorito di nuove speranze”.

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