Covid-19 e salute mentale: mons. Bulgarelli (Cei), “pandemia diventi occasione per rigenerare la nostra proposta di catechesi dando slancio a relazioni, ascolto, creatività”

“La pandemia ha mostrato che nessuno può fare da solo e ha fatto saltare le forme tradizionali di catechesi”. Lo ha detto mons. Valentino Bulgarelli, sottosegretario Cei e direttore Ufficio catechistico nazionale, intervenendo al convegno “Chiesa italiana e la salute mentale 4. Pandemia Covid-19. Effetti sul benessere mentale e relazionale” promosso dall’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute e dal Tavolo nazionale sulla salute mentale, in collaborazione con Aippc e Ipp. Di qui la necessità di “rilanciare la catechesi come uno spazio altro in cui condividere domande, ascoltare i ragazzi e raccontare quanto sta accadendo”, ma “ci siamo accorti di non avere strumenti all’altezza; per questo il mondo della catechesi sta cercando di metterli in campo: tempo, attenzione agli altri, centralità della persona nella sua totalità anche nella dimensione affettiva-emozionale”. Per il futuro “nulla potrà essere come prima – assicura -. Questo tempo deve diventare occasione per rigenerare le nostre proposte. Noi adulti, invitati a prenderci cura dei ragazzi, stiamo scoprendo la necessità chiederci come possiamo farlo. Occorre dare slancio alle relazioni, all’ascolto dell’altro, alla narrazione, alla creatività”. Senza dimenticare gli adulti. “I genitori si sono trovati a dover essere anche insegnanti, catechisti. Dobbiamo prenderci cura anche della loro solitudine”.

 

 

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