Covid-19 e salute mentale: don Bignami (Cei), “di fronte a povertà allenare occhi, piedi, cuore e mani a solidarietà e servizio”

Allenare gli occhi, i piedi, il cuore e le mani. Sono, in estrema sintesi, le indicazioni pastorali di don Bruno Bignami, direttore Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei. Intervenendo al convegno “Chiesa italiana e la salute mentale 4. Pandemia Covid-19. Effetti sul benessere mentale e relazionale” promosso oggi dall’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute e dal Tavolo nazionale sulla salute mentale costituito da tempo presso la Cei, in collaborazione con Aippc e Ipp, don Bignami ha analizzato le conseguenze psico-sociali del Coronavirus: povertà, dipendenze comportamentali e stress post traumatico. Il sacerdote si è soffermato sulle nuove forme di povertà, “uno degli aspetti più duri della pandemia” di fronte alle quali occorre “attivare gli anticorpi della solidarietà”; quindi sulle “fragilità relazionali” alle quali occorre rispondere con una pastorale di prossimità. Per don Bignami occorre” allenare gli occhi e tenerli ben aperti sulle nuove forme di povertà, soprattutto quelle invisibili”; “allenare i piedi” per accompagnare a “rimettersi in piedi chi è caduto” e fa fatica a risollevarsi;” allenare il cuore dando il proprio tempo” come il buon samaritano al n. 64 della Fratelli tutti. “Dare tempo” come modo per farci “prendere l’anima e il cuore” dai più piccoli e poveri, come avverte ancora Papa Francesco al n. 194 dell’enciclica. Infine “allenare le mani al servizio” intendendolo secondo una carità che diventa risposta politica.

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