Covid-19 e salute mentale: Diaco (Cei), “pastorale può contribuire a educare a solidarietà e a speranza”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“L’emergenza pedagogica – dovuta alla protratta chiusura delle scuole ma non solo – avrà conseguenze di gravità non inferiore all’emergenza sanitaria ed economica causate dal Covid-19” e un “forte impatto sulla qualità della formazione e della crescita”. Lo ha detto oggi Ernesto Diaco, direttore Ufficio nazionale educazione, scuola ed università della Cei, intervenendo alla prima sessione del convegno “Chiesa italiana e salute mentale 4. Pandemia Covid-19. Effetti sul benessere mentale e relazionale” promosso dall’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute e dal Tavolo nazionale sulla salute mentale, in collaborazione con Aippc e Ipp. Nell’attuale situazione di “distanziamento” la pastorale può aiutare i ragazzi a “porsi obiettivi, coinvolgersi in progetti, anche piccoli, che indirizzino le energie mentali e fisiche”, ha osservato l’esperto, e può “contribuire all’educazione al desiderio e alla solidarietà”.
Più in generale, la pastorale, con la presenza di adulti significativi, deve “educare soprattutto alla speranza”. “Anche la scuola può farlo, a maggior ragione è un compito della comunità ecclesiale. Educare è un atto di speranza”, ha spiegato Diaco; è saper “scorgere e far emergere la parte positiva delle persone: una scintilla di bellezza o di gratitudine, su cui fare leva perché ciascuno faccia bene ciò che è chiamato a fare, anche quando il dolore e l’insicurezza sembrano travolgerci”. “Con il nostro atteggiamento possiamo dire ai ‘nostri’ ragazzi: ‘Anche tu puoi afferrare il timone del tuo futuro e provare a spenderti per renderlo migliore. Dipende da te. Se vorrai, non sarai mai solo e anch’io ti sarò accanto’”.

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