Eurostat: turismo sofferente. -60% di notti in albergo nel semestre gennaio-giugno; ad aprile -95%. L’Italia ha perso gli arrivi dall’estero

Che il turismo abbia sofferto in modo particolare per le ricadute della pandemia è noto. Oggi l’ufficio europeo di statistica Eurostat ha pubblicato i numeri: se si considera il semestre gennaio-giugno 2020, il numero di pernottamenti trascorsi in strutture ricettive dell’Ue è calato del 60% rispetto all’anno precedente. In Grecia e Croazia il calo è stato superiore al 70%; in Austria, Svezia, Finlandia, Paesi Bassi e Germania inferiore al 50%. In Italia -68,4%. Durante quei sei mesi, gennaio e febbraio hanno fatto registrare trend positivi, con aumenti rispettivamente del 4,6% e del 5,9% rispetto agli stessi mesi del 2019. Ma con il passare dei mesi e le restrizioni sui viaggi, i pernottamenti sono calati a marzo del 59% rispetto a febbraio (e del 63% rispetto a marzo 2019) e poi ancora ad aprile (-84% rispetto a marzo 2020 e -95% rispetto ad aprile 2019). A maggio e giugno è iniziata la ripresa, ma il segno registrato è rimasto drammaticamente negativo (-89% a maggio e -71% a giugno). Il perdurare di alcune restrizioni ha incoraggiato il turismo interno “che si è ripreso più rapidamente del turismo in entrata”, dice Eurostat e a luglio “è quasi tornato al livello dell’anno precedente”, ma comunque le notti trascorse dai residenti dell’Ue in strutture ricettive all’interno del proprio Paese sono state inferiori del 22% rispetto a luglio 2019 (per i turisti stranieri -64%). Per l’Italia il calo è stato del 28,9% rispetto al turismo nazionale e del 71,7% rispetto ai pernottamenti stranieri.

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