Libri: giovedì esce “Leone XIV e la Chiesa globale” di Massimo Faggioli su un Papa “americano a Roma”

(Foto Morcelliana)

Sarà disponibile dal 18 giugno in libreria “Leone XIV e la Chiesa globale” (Morcelliana), il volume che Massimo Faggioli dedica al Papa “americano a Roma”. A un anno di distanza dall’elezione al soglio di Pietro del primo papa americano, l’8 maggio 2025, viene sottolineato in una nota di presentazione, il governo della Chiesa da parte dell’agostiniano Robert Francis Prevost è entrato nel vivo con la pubblicazione dell’enciclica Magnifica Humanitas, i viaggi apostolici in Africa, in Spagna e a settembre in Francia, seguiti da una pronunciata visibilità internazionale. Una figura che ha iniziato a delinearsi sempre più, alla luce delle parole pronunciate (“pace disarmata e disarmante”, “unità e pace”), ma anche attraverso il confronto/scontro con gli Stati Uniti di Donald Trump, e i due cattolici membri-chiave dell’amministrazione JD Vance e Marco Rubio.
Il volume, che comprende il commento alla Magnifica Humanitas, sarà presto tradotto in inglese per la fruizione del pubblico internazionale con il titolo “Leo XIV and the Global Church. Unity and Peace” per Liturgical Press, tradotto da sr. Bernadette M. Reis fsp.
Il nuovo libro inaugura per Morcelliana la sezione di studi da lui curata e dedicata ai cattolicesimi “Chiesa e mondo contemporaneo”.
Nel nuovo saggio l’autore – che lunedì 22 giugno alle 17 terrà presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma una conferenza dal titolo “Pope Leo XIV and Global Politics: from the 2025 Conclave to Magnifica Humanitas” – ricostruisce le radici del papa nato a Chicago, la sua attività missionaria in Perù e la sua formazione accademica come canonista. Ripercorrendo alcune tematiche chiave del Papato da poco intrapreso, lo studioso si sofferma su questioni come la Dottrina sociale cattolica, le migrazioni, la riforma liturgica, gli abusi e gli scandali finanziari, il rapporto con la secolarizzazione, con i cattolicesimi nel mondo, con le altre religioni, che iniziano a identificare il modello di governo della Chiesa da parte di Leone XIV, evidenziando le continuità con Bergoglio ma anche i punti di rottura, le sua prossimità a Ratzinger, contrario al decostruzionismo radicale postmoderno, tracciando possibili scenari e linee programmatiche per il futuro.

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