“‘Liberi sotto la grazia’ è un’occasione preziosa, direi unica, di conoscere meglio e in maniera approfondita i contorni spirituali, teologici e culturali di Robert Francis Prevost, di conoscere le origini, il pensiero, quando non sapeva che sarebbe diventato Papa”. Lo ha affermato Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, durante la presentazione del libro tenutasi al Pontificio Istituto patristico Augustinianum di Roma. “La parola comunione nel libro ritorna 116 volte e la parola unità 62 – ha sottolineato Ruffini –. Questa è un’indicazione anche riguardo alla comunicazione: la comunione che ci unisce è il più straordinario mezzo di comunicazione che abbiamo e la comunicazione a sua volta è uno straordinario strumento di comunione, così come può essere purtroppo anche di divisione”. Durante la presentazione padre Joseph Farrell, attuale priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, ha ricordato l’ultima volta che il suo predecessore è entrato nell’Istituto prima di diventare Papa: “Il 6 maggio, il giorno prima del Conclave, il cardinale Prevost è venuto a condividere il pranzo con noi, come era sua abitudine quando era tornato a Roma. Dopo pranzo abbiamo pregato con lui. In quel momento non avevamo idea di cosa lo Spirito Santo stesse dicendo agli altri cardinali che avrebbero partecipato al solenne servizio di scelta”.