Verrà presentato domani, giovedì 17 settembre, alle ore 15 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma, il primo volume dedicato agli scavi archeologici nella basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, luogo che la tradizione identifica con la crocifissione, sepoltura e risurrezione di Gesù. Il volume, intitolato “Hagia Polis Project. Excavations at the Holy Sepulchre in Jerusalem. Vol. 1. Project and Methodology”, curato da Francesca Romana Stasolla, rappresenta il primo esito editoriale di un progetto scientifico internazionale che accompagna il grande intervento di restauro della basilica. L’iniziativa è promossa dalla Sapienza Università di Roma, con il sostegno del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), in collaborazione con la Custodia di Terra Santa e le altre due denominazioni cristiane, il Patriarcato greco-ortodosso e quello armeno apostolico, custodi del luogo santo.

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Interverranno, tra gli altri, la rettrice Antonella Polimeni, il console generale d’Italia a Gerusalemme Domenico Bellato, il Custode di Terra Santa fra Francesco Ielpo, on line da Gerusalemme, e studiosi internazionali impegnati nelle ricerche archeologiche sul complesso gerosolimitano. L’appuntamento si colloca nel percorso di studi e restauri avviato nel 2022, quando le tre comunità responsabili del Santo Sepolcro decisero di accompagnare il rifacimento della pavimentazione con una vasta campagna di scavi archeologici affidata all’équipe coordinata dalla professoressa Stasolla. In questi anni le indagini hanno restituito dati preziosi sulla storia del luogo, permettendo di ricostruire le trasformazioni dell’area dall’antica cava di pietra alle sistemazioni agricole e funerarie di età antica, fino alla monumentalizzazione cristiana del IV secolo voluta dopo il riconoscimento del sito come luogo della tomba di Cristo. Le ricerche condotte in questi anni hanno portato alla luce importanti evidenze archeologiche, tra cui tracce della prima monumentalizzazione della tomba venerata come quella di Cristo e resti delle più antiche pavimentazioni del santuario costantiniano. Nei giorni scorsi, a Gerusalemme, si è tenuto un incontro dedicato all’avanzamento congiunto dei lavori di restauro e delle indagini scientifiche.