Il buco dell’ozono sull’Antartide nel 2025 è stato tra i più piccoli osservati negli ultimi decenni, un dato che conferma la tendenza al recupero dello strato di ozono e i risultati dell’azione internazionale avviata con il Protocollo di Montreal. Lo rileva il nuovo bollettino del Wmo-Organizzazione meteorologica mondiale, pubblicato oggi in occasione della Giornata mondiale dell’ozono. Secondo il rapporto, l’estensione e la profondità del buco sono state significativamente inferiori alla media del periodo 1990-2010. Il 2025 è risultato il quarto o quinto anno con il fenomeno meno intenso dal 1992, quando erano già evidenti i gravi effetti della riduzione dell’ozono. Le variazioni annuali dipendono anche dalle condizioni meteorologiche e dalla circolazione atmosferica, ma si inseriscono in una tendenza di lungo periodo verso il recupero. Il risultato è collegato al Protocollo di Montreal del 1987, che ha progressivamente eliminato sostanze responsabili della distruzione dell’ozono, come i clorofluorocarburi. La Wmo sottolinea che, grazie a questo percorso, lo strato di ozono è in recupero dal 2000 e potrebbe tornare ai livelli precedenti al forte assottigliamento entro alcuni decenni. Restano tuttavia elementi da monitorare. Nel 2025 sono state registrate concentrazioni di ozono inferiori alla media in una vasta area dell’emisfero settentrionale, dal Nord Atlantico fino all’Asia centrale. Inoltre, le radiazioni ultraviolette continuano a rappresentare un rischio per la salute, rendendo essenziali osservazioni atmosferiche costanti e politiche di protezione.