“In continuità con l’intuizione di Nostra aetate e con l’insegnamento del magistero recente, si auspica la promozione, con rinnovato discernimento, di conversazioni e di forme di collaborazione anche con membri dei nuovi movimenti religiosi e con i rappresentanti di nuove esperienze religiose”. È l’auspicio contenuto nella Nota del Dicastero per la dottrina della fede, del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani e del Dicastero per il dialogo interreligioso “Un cammino di speranza. Sessant’anni di dialogo e di fratellanza interreligiosa alla luce della Dichiarazione conciliare Nostra aetate del 16-09-2026”, diffusa oggi. “Tali incontri fraterni, che non possono essere intesi né come dialogo ecumenico né come dialogo tra religioni, fondati sulla chiarezza della propria identità e sul rispetto reciproco, possono offrire concrete opportunità per lavorare insieme alla promozione di valori condivisi e al perseguimento del bene comune”, la tesi contenuta nel documento: “Essi possono, inoltre, contribuire a una più attenta comprensione delle aspirazioni spirituali contemporanee, ampliando gli spazi di testimonianza, di reciproca conoscenza e di cooperazione a servizio della dignità umana, della pace sociale e della cura del creato”. Nel testo si cita inoltre “la crescente consapevolezza critica di fronte alle manifestazioni di islamofobia, che non distinguono adeguatamente i casi di fondamentalismo e violenza dall’esistenza pacifica degli altri credenti musulmani che si integrano e lavorano nei paesi che li accolgono”.