Dialogo interreligioso: serve “comprensione reciproca tra cristiani e musulmani”, no a “fondamentalismi, pregiudizi, manipolazione politica e violenze”

“In alcune regioni, le relazioni tra credenti di religioni diverse sono storicamente conflittuali, e il ricordo delle ferite antiche rende difficile la fiducia reciproca”, nonostante l’esortazione della Dichiarazione Nostra aetate “a dimenticare il passato e a sforzarsi sinceramente per la comprensione reciproca, in particolare tra cristiani e musulmani”. Lo denuncia la Nota del Dicastero per la dottrina della fede, del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani e del Dicastero per il dialogo interreligioso “Un cammino di speranza. Sessant’anni di dialogo e di fratellanza interreligiosa alla luce della Dichiarazione conciliare Nostra aetate”, diffusa oggi. “Noi cristiani dovremmo accogliere con affetto e rispetto gli immigrati dell’Islam che arrivano nei nostri Paesi, così come speriamo e preghiamo di essere accolti e rispettati nei Paesi di tradizione islamica”, la citazione di Papa Francesco, così come va assicurata “libertà ai cristiani affinché possano celebrare il loro culto e vivere la loro fede, tenendo conto della libertà che i credenti dell’Islam godono nei paesi occidentali”. In altri luoghi, si legge ancora nel testo, “la crescita dei fondamentalismi, il permanere dei pregiudizi, la manipolazione politica delle appartenenze religiose o le violenze in nome di Dio minano le stesse basi del dialogo”: “Nelle società secolarizzate, la parola religiosa viene talvolta marginalizzata o strumentalizzata, ridotta a folklore, a opinione soggettiva o del tutto offuscata”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia