“Condanniamo inequivocabilmente la violenza e il conflitto, ovunque vengano perpetrati, considerandoli una macchia per l’umanità. Tuttavia, la nostra vocazione di cristiani va oltre il commento e la condanna: consiste nel promuovere la pace, trovando speranza nella nostra comune umanità”. Lo ha detto l’arcivescovo di Westminster e presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, mons. Richard Moth, in una dichiarazione apparsa sul sito dei vescovi inglesi, in cui condanna la violenza che sta travolgendo la Terra Santa. C’è un forte legame e una particolare preoccupazione per quella regione, al punto che, ricorda l’arcivescovo, la Holy Land Co-ordination, continua a proporre il pellegrinaggio annuale di vescovi provenienti da tutto il mondo per sostenere i cristiani della regione. Ma la violenza non si ferma e allontana le persone, mina le speranze di una pacifica convivenza basata sulla soluzione dei due Stati e rende difficile “costruire quei ponti necessari per il perdono e la riconciliazione”. La dichiarazione richiama parole di Francesco, Leone XIV e del card. Pierbattista Pizzaballa, ricordando l’invito a vivere il Vangelo, nonostante la guerra. E, l’arcivescovo Moth invita a “impegnarsi nel dialogo e costruendo ponti tra le comunità”, a pregare per le popolazioni della Terra Santa e per la pace. È di pochi giorni fa, invece, la dichiarazione di giustizia e pace scozzese che accoglieva con favore il divieto d’importazione dagli insediamenti israeliani illegali e le sanzioni annunciate dal Regno Unito, ritenendole un passo fondamentale per far rispettare il diritto internazionale, evidenziando le violenze e gli espropri subiti dalle comunità palestinesi in Cisgiordania.