Pastorale: mons. Sigalini (Cop), “ripensare un cristianesimo che possa contribuire a costruire un mondo più giusto, pacifico e fraterno”

La 75ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale “si propone di esplorare sfide e opportunità del tempo, per ripensare un cristianesimo che possa contribuire a costruire un mondo più giusto, pacifico e fraterno, superando le divisioni e promuovendo un messaggio di speranza e di dialogo tra le religioni e le culture”. Lo ha spiegato mons. Domenico Sigalini, presidente del Centro di orientamento pastorale, presentando la 75ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale che si è aperta oggi ad Assisi, presso la Domus Pacis Hotel. I lavori, fino al 25 giugno, approfondiranno la tematica “Dopo la cristianità: quale cristianesimo? Sulle orme di San Francesco, per un mondo di fraternità e di pace”. “L’espressione ‘dopo la cristianità’ – ha spiegato il vescovo – dice che la nostra società non è più naturalmente cristiana. Chiedersi ‘dopo la cristianità…’ è anzitutto aprirsi a un dialogo su come il cristianesimo possa confrontarsi con l’oggi”. “La spiritualità della Settimana, e il tema che in essa viene declinato, è quella francescana, di quel Poverello d’Assisi innamorato di Cristo, araldo del Vangelo nelle pieghe del suo tempo”, ha proseguito mons. Sigalini, ricordando che san Francesco “fu capace di umiltà, fraternità, amore per l’intera opera della creazione, e di impegno per la pace. Mettersi sulle orme di Francesco d’Assisi è mantenere vivo l’esercizio della sinodalità”. Lo ha ricordato – ha rilevato il presule – Leone XIV ai vescovi italiani: “Francesco e i primi frati vissero appieno quello che, con linguaggio odierno, chiamiamo ‘stile sinodale’. Insieme, infatti, condivisero le diverse tappe del loro cammino; insieme si recarono dal Papa Innocenzo III; insieme, di anno in anno, perfezionarono e arricchirono il testo iniziale che era stato presentato al Pontefice, composto, dice Tommaso da Celano, ‘soprattutto di espressioni del Vangelo’, fino a trasformarlo in quella che oggi conosciamo come prima Regola”.

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