“Il vostro lavoro è un modo di riconoscere la dignità umana, data da Dio ad ogni persona su questa terra”. È l’omaggio rivolto a braccio, in inglese, dal Papa, all’esterno della sede romana del Programma alimentare mondiale, salutando i dipendenti e le loro famiglie. Due le parole affidate ai presenti: comunità e speranza. Costruire comunità, ha spiegato Leone, è un compito “sempre più importante in un mondo polarizzato, diviso, afflitto da così grandi conflitti che distruggono le relazioni umane, anche con le tecnologie, che invece di essere usate per il bene provocano distruzione e morte”. “Costruire comunità, riflettere sul proprio ruolo di essere una famiglia, essere uniti e lavorare insieme, per risolvere il problema della fame e creare un mondo più giusto”, la consegna del Papa. “Voi rappresentate la speranza per il mondo”, ha detto poi il Pontefice a proposito della seconda parola: “è una missione che condividiamo tutti, la Chiesa cattolica, tutti i credenti. Vogliamo costruire un mondo dove ci sia speranza per il futuro. Cibo per il mondo è quello che offriamo, qualcosa da mangiare ma anche cibo per un mondo migliore e più unito”.