Cile: l’appello della Chiesa attraverso la rete Clamor, “rispettare diritti inviolabili dei minori migranti”

Il superiore interesse del minore non è negoziabile. Lo sostiene la rete Clamor del Cile (lo strumento operativo che nel Paese mette in rete i soggetti ecclesiali i che si occupano di migranti), che in una nota pone un accento speciale sulla situazione di vulnerabilità che colpisce i bambini, le bambine e gli adolescenti migranti nel Paese, facendo menzione esplicita ai recenti casi di infanzia haitiana che “hanno generato preoccupazione pubblica riguardo alla loro localizzazione, protezione e salvaguardia effettiva”. Il documento è intitolato “Accogliere, proteggere e non retrocedere nella dignità delle persone rifugiate e nella protezione dell’infanzia migrante”. Nel testo, viene lanciato un appello urgente alle istituzioni dello Stato e alla società civile a non retrocedere negli standard di protezione dell’infanzia migrante.
La dichiarazione nasce in un momento complesso, segnato da quello che la rete descrive come un “clima di sfiducia e disinformazione” che associa erroneamente la migrazione a una minaccia, rendendo invisibili le storie di dolore, perdita e speranza di coloro che si vedono costretti ad abbandonare le proprie case. A questo proposito, il documento è categorico nel ricordare che il superiore interesse del minore è un principio etico e giuridico consacrato a livello internazionale: “Il ricongiungimento familiare non può essere inteso come una mera pratica amministrativa, bensì come un diritto umano fondamentale profondamente legato alla protezione dell’infanzia”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori