“Con la solennità di Pentecoste giunge a compimento il mistero della Pasqua. Gesù morto, risorto e asceso al cielo comunica alla Chiesa la sua vita. Lo stesso Spirito che ha risuscitato Gesù dai morti, ora dà vita alla Chiesa. La vita del Risorto si dilata, si estende e diventa vita della Chiesa, vita nostra, mediante la comunicazione del suo Spirito”: così l’arcivescovo di Pisa, mons. Saverio Cannistrà, che ha presieduto ieri nella cattedrale dedicata a santa Maria Assunta la solenne concelebrazione eucaristica di Pentecoste. “La vita che lo Spirito ci comunica non è vita fisica, naturale. Lo Spirito non è una forza della natura, anche se nella Bibbia lo troviamo rappresentato come vento, come fiamma, come acqua viva. Sono immagini di forza, di calore, di movimento, che servono a esprimere, o più modestamente ad alludere a una vita diversa. La vita dello Spirito o nello Spirito è conoscere Gesù come il Vivente, come la vera vita. È ciò che san Paolo dice nella seconda lettura: ‘Nessuno può dire Gesù è Signore se non sotto l’azione dello Spirito Santo’ (1Cor 12,3). Non con la ragione o con la volontà riconosco Gesù come il Signore della mia vita, il mio Dio e mio Salvatore. È nella forza dello Spirito che dimora in me che riconosco Gesù Signore, non perché lo comprendo razionalmente, ma perché lo Spirito mi unisce a Lui e fa di me una sola cosa con Lui”, ha osservato il presule. “Lo Spirito, che nella Trinità è relazione tra il Padre e il Figlio, nella nostra storia di salvezza è Colui che rende possibile e mantiene viva la relazione tra Gesù e noi, tra la sua salvezza e il nostro peccato, tra la sua vita e la nostra morte. Per questo non possiamo comprendere lo Spirito se non mettendolo in rapporto da un lato con Gesù morto e risorto e dall’altro con la nostra storia, con le sue tortuosità, i suoi errori, le sue sofferenze, con la nostra condizione umana, indigente e minacciata dalla morte”, ha evidenziato l’arcivescovo.
Sabato l’arcivescovo aveva presieduto – in battistero e in cattedrale – una veglia di preghiera, presenti anche i parroci ortodossi padre Cristian Puricescu (per la comunità rumena), padre Matteo Kutela (per la comunità georgiana) e padre Yaroslav (per la comunità ucraina). In preparazione alla solennità di Pentecoste la Consulta diocesana delle aggregazioni laicali aveva promosso cinque incontri di preghiera in cinque luoghi francescani: la chiesa dei frati cappuccini a Pontedera, le chiese di Santa Cecilia, di Santa Croce in Fossabanda e di San Donnino a Pisa e la chiesa di San Francesco a Tirrenia.