“L’intelligenza artificiale deve essere disarmata”. È questa la “convinzione inquietante” espressa nella Magnifica Humanitas. Lo ha spiegato il Papa, intervenendo lui stesso alla presentazione della sua prima enciclica, nell’Aula nuova del Sinodo. “La parola è forte, lo so, ma è stata scelta deliberatamente perché questo momento ha bisogno di parole capaci di attirare l’attenzione, risvegliare le coscienze e indicare percorsi di progresso per l’umanità”, ha rivelato Leone XIV, ricordando, nel suo discorso in inglese, che “la Chiesa lavora da lungo tempo per il disarmo nucleare, consapevole che ogni grande potenza tecnica può influenzare la vita delle persone e quindi deve essere accompagnata da un adeguato discernimento morale e controllo pubblico”. “Il disarmo nucleare resta un servizio alla pace e alla dignità della famiglia umana”, ha spiegato il Pontefice: “In senso analogo, ora l’intelligenza artificiale richiede di essere ‘disarmata’, liberata da logiche che la trasformano in uno strumento di dominio, esclusione o morte. Come l’energia nucleare, deve essere al servizio di tutti e del bene comune”.