Leone XIV: “accesso al lavoro per tutti obiettivo prioritario”, garantire “stabilità” e “ritmi umani” ai giovani

“I nuovi modi di lavorare non sono necessariamente migliori”. Lo scrive il Papa nella Magnifica Humanitas, denunciando “l’impatto devastante della disoccupazione e della precarietà sul tessuto familiare”. Nell’epoca della quarta rivoluzione industriale, l’innovazione “viene spesso accolta solo in funzione della riduzione dei costi e dell’aumento dei profitti”, denuncia Leone XIV, secondo il quale “l’accesso al lavoro per tutti deve rimanere un obiettivo prioritario delle politiche pubbliche e dei processi economici, criterio di giudizio per valutare la qualità umana di uno sviluppo”. “La ricchezza mondiale è cresciuta in termini assoluti, ma si è accentuata la concentrazione in poche mani e si sono allargati gli squilibri, sia tra i Paesi sia all’interno di uno stesso Paese”, l’analisi del Pontefice: “nell’epoca dell’IA e della robotica non è più possibile affidarsi solo alla ‘mano invisibile’ del mercato”. “Occorre una creatività politica a favore del lavoro che metta al centro la famiglia e le nuove generazioni, se non vogliamo che i progressi economici si traducano in nuove forme di insicurezza e di esclusione”, la direzione di rotta indicata da Leone: ai giovani vanno garantite “scelte che rendano praticabile la stabilità” e “misure che garantiscano ritmi umani”, perché “senza un equilibrio tra lavoro, servizi e riposo, la famiglia si indebolisce e i giovani faticano a maturare nella responsabilità”. No, infine, alle “nuove schiavitù” che “si alimentano di catene economiche e infrastrutture digitali”.

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