“A livello globale non esiste un numero unico e affidabile dei bambini scomparsi ogni anno. Le fonti disponibili misurano fenomeni diversi e non devono essere sommate, ma lette insieme: scomparsa registrata, separazione familiare, sfollamento, tratta, sfruttamento, morte o dispersione lungo le rotte migratorie, rischio digitale”. Lo rileva Fondazione Sos Il Telefono Azzurro Ets nel Dossier 2026 “La scomparsa dei bambini e degli adolescenti nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale”, pubblicato oggi in occasione della della Giornata internazionale dei bambini scomparsi.
Il dossier, un’analisi del fenomeno a livello internazionale, europeo e italiano, a superare una lettura riduttiva: la scomparsa non coincide solo con il rapimento, ma può assumere molte forme: allontanamento volontario, fuga da casa o da comunità, sottrazione familiare, perdita di contatto lungo una rotta migratoria, separazione in guerra, tratta, sfruttamento o coercizione digitale. In Ucraina la scomparsa può assumere la forma del trasferimento forzato e della sottrazione dell’identità; a Gaza può significare separazione familiare, minori non identificati, bambini feriti o rimasti senza adulti di riferimento. Sudan, Haiti e Repubblica Democratica del Congo ricordano che le crisi meno visibili producono spesso meno dati, non meno rischio.
In Europa il Numero europeo per i bambini scomparsi 116000 è un’infrastruttura essenziale: offre ascolto, orientamento, sostegno, raccolta di informazioni e raccordo con le autorità competenti, anche quando un caso supera i confini nazionali. Il valore del 116000 non sta solo nella ricezione della segnalazione, ma nella capacità di trasformarla in attivazione, supporto alla famiglia, cooperazione transfrontaliera e continuità nel tempo.
I dati europei non sono sovrapponibili: i contatti alle hotline non equivalgono al numero di bambini scomparsi; le domande di asilo non fotografano tutti i minori non accompagnati presenti o in transito; le stime sui minori migranti scomparsi segnalano un vuoto di tracciabilità. Letti insieme, però, mostrano una pressione crescente sui sistemi di protezione e la necessità di accoglienza credibile, tutela tempestiva, mediazione linguistica, ricongiungimento e follow-up.