“Il futuro tecnologico non è un destino già scritto, ma uno spazio affidato alla responsabilità umana. L’intelligenza artificiale potrà portare frutti autenticamente degni dell’uomo nella misura in cui sarà orientata da una sapienza capace di tenere insieme la dignità della persona, la giustizia della vita comune e il bene di tutti i popoli”. Così il card. Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santità, chiudendo oggi i lavori di presentazione dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, nell’Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano. Tirando le fila degli interventi, il cardinale ha ricordato che Rowlands ha mostrato come la Dottrina sociale della Chiesa sia una tradizione viva, capace di leggere la storia senza perdere il proprio centro evangelico; Olah ha ricordato che anche dall’interno del mondo tecnico emergono domande che oltrepassano la tecnica stessa, aprendo uno spazio di dialogo tanto necessario quanto urgente; Lushombo ha richiamato la voce di coloro che rischiano di subire il cambiamento senza potervi partecipare da protagonisti, ricordando che un progresso incapace di includere diventa facilmente privilegio di pochi; il card. Fernández ha mostrato come l’enciclica interpelli la coscienza dei credenti e la formazione ecclesiale, invitando a non delegare alla tecnica le domande ultime sul senso dell’esistenza; il card. Czerny ha ricondotto tutto alla prospettiva dello sviluppo umano integrale, “senza la quale ogni analisi parziale, anche quando è accurata, rischia di perdere di vista il fine: persone più libere, popoli più giusti, una terra più abitabile”.